Perché il mio libro non vende? Diamo un’occhiata al libro “Viola in dissolvenza”, di Olga Gnecchi

(Tutti gli articoli precedenti di questa rubrica sono elencati QUI)

Oggi analizzeremo il libro di Olga Gnecchi: “Viola in dissolvenza”.

“Viola in dissolvenza”: dati

Questa la cover:

Questa la quarta di copertina:

“Una donna tenta di suicidarsi: dopo aver preso delle pillole, riempie la vasca da bagno e si immerge con lo scopo di lasciarsi morire. Un uomo arriva a salvarla, tirandola fuori dall’acqua, ma in quello stesso istante il tempo si ferma e realtà e sogno iniziano a intrecciarsi.

Un uomo si sveglia nel letto di una sconosciuta. Da quel momento si sentirà perseguitato da una presenza, strane creature occuperanno il suo immaginario onirico e distinguere cosa sia reale diventerà per lui sempre più arduo.

Un essere di luce, senza una propria identità, viene inviato nel mondo. Con l’aspetto di una donna potrà aggirarsi tra gli esseri umani, in attesa di scoprire quale sia la misteriosa missione che dovrà portare a termine. Il compito si rivelerà più difficile del previsto non appena comincerà a chiedersi dove sia finita l’anima della donna di cui sta occupando il corpo; e perché continua a sognare e ad avere desideri umani, mentre non dovrebbe esserne in grado?

Un racconto intenso sul potere dell’anima. Una storia onirica. Una storia d’amore.”

Queste le categorie in cui è inserito:

Romanzi rosa, letteratura e narrativa, per il cartaceo

Dark fantasy, paranormale, per l’ebook

Questo il link:

Perché questo romanzo non vende? Analizziamolo

Come già detto, questo libro è inserito, fra le altre categorie, anche in quella dei romanzi rosa, il pubblico a cui si rivolge dovrebbe essere quindi costituito soprattutto da lettrici del genere romance o di romanzi sentimentali, e simili.

Il romance è un genere che definirei “dominante”, ossia per farne parte, un romanzo deve avere una forte connotazione romantica. La storia d’amore deve essere il centro intorno a cui ruota la trama.

Partendo da questo presupposto, andiamo ad analizzare il resto.

La cover

Si nota subito che la cover non è quella tipica di un romance, basta cliccare sulla categoria stessa per avere conferma che le altre sono molto diverse.  Quindi, già a prima vista, la lettrice romance non si sente ispirata a comprare il libro, nulla coglie la sua attenzione. Sì, c’è la donna ma non si vede l’amore sulla cover.

Al contrario, direi che le ali della modella così come il dissolversi del suo corpo facciano supporre ci sia del fantasy, mentre lo sfondo scuro mi dà la sensazione di trovarmi davanti a una storia dai toni cupi, forse drammatica. È questo il romanzo che mi aspetterei di leggere, guardando la cover: introspettivo, cupo, probabilmente con un accenno più o meno forte di fantasy. E infatti nel formato ebook, “Viola in dissolvenza” rientra fra i dark fantasy e il paranormale.

La quarta di copertina

Anche la quarta manda un messaggio poco chiaro, che comunque non trova riscontro nella categoria dei romanzi rosa.

Andando a leggerla, si penserebbe più a un romanzo urban fantasy. Allo stesso tempo, di nuovo, l’ultima frase ci svela che siamo davanti a una storia d’amore. La posizione di questa informazione – a fine quarta – la rende molto importante, perché enfatizzata. Ci si aspetta quindi un urban fantasy con una forte componente romantica, si dovrebbe allora parlare di un paranormal romance. Il resto del testo, però, non è impostato in modo da attirare proprio gli amanti del romanzo rosa, la loro curiosità, infatti, non sembra venire troppo stimolata.

Perché, dunque, questo libro non vende? La risposta, in questo caso, mi sembra molto chiara: “Viola in dissolvenza” è posizionato fra i romanzi rosa, ma non richiama davvero questo genere, né nella cover né tanto meno nella quarta di copertina. Inoltre c’è un po’ di confusione fra le categorie.

Le domande che mi faccio sono:

  • Perché questo romanzo è stato inserito nella categoria “romanzi rosa” se non sembra davvero volerci appartenere?
  • Data la presenza del sovrannaturale, siamo ancora davanti a un urban fantasy o si tratta di un paranormal romance?
  • La componente romance è davvero così forte? O si tratta solo di un accenno romantico, importante sì, per la storia, ma non fondamentale?

Rispondendo a queste domande, si capirebbe meglio il gruppo di lettori a cui ci si vuole rivolgere. Capendo questo si potrebbe intervenire su cover e quarta per catturare il loro interesse.

Consigli per l’autrice

  1. Fare in modo che cover e quarta si rivolgano a un pubblico preciso: chi dovrebbe sentirsi ispirato a leggerlo? Gli amanti del romance e dei romanzi rosa in generale o quelli del fantasy puro? O forse quelli dell’urban fantasy? Stabilire, quindi, il pubblico ideale per questo romanzo.
  2. Sistemare di conseguenza le categorie in cui è inserito il romanzo.

La vostra opinione è richiesta

Cosa ne pensate voi? Avete qualcosa da aggiungere?

Comprereste questo libro? Perché sì? Perché no?

In quale categoria vi sembra appartenere “Viola in dissolvenza?”

Dite la vostra, anche questa volta io ho detto la mia e spero di essere stata utile a Olga.

Mercoledì prossimo daremo un’occhiata al libro di Lily Carpenetti.

 

Un commento su “Perché il mio libro non vende? Diamo un’occhiata al libro “Viola in dissolvenza”, di Olga Gnecchi”

  1. La quarta è terribile.
    Sembra la storia di un suicidio salvato in extremis, ma poi subentra altro che col romance è attinente tanto quanto un due di picche in una napoli a denari.

    Per chi non è addentro al tresette, con o senza morto, si gioca con le carte italiane e il due di picche proviene da un mazzo di carte francesi.

    Non solo.

    Nell’ultimo segmento della quarta c’è pure lo spiegone.

    Che lo leggo a fare?
    So già tutto del libro.

    A mio modesto avviso parlerei, nella quarta, solo della protagonista e solo del suicidio con un accenno alle motivazioni che l’hanno spinta.
    Creando un po’ di suspense riguardo il suo destino e su quello che accadrà.
    Sì suicida o no? Leggi e scopri.
    È un cliché, ma almeno invoglia.

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