Perché il mio libro non vende? Diamo un’occhiata al libro “L’identità perfetta”, di Sarah Arenaccio

(Tutti gli articoli precedenti di questa rubrica sono elencati QUI)

Oggi analizzeremo “L’identità perfetta”, di Sarah Arenaccio. Ma prima vi parlerò di un altro suo libro e vi spiegherò anche il perché. Sarà quindi un articolo un po’ più lungo, ma spero abbiate il tempo e la voglia di leggerlo fino in fondo. Anche perché questo è l’ultimo della rubrica, almeno per quanto riguarda la fase di analisi. Il prossimo sarà un articolo conclusivo, in cui tireremo un po’ le somme.

Vi racconto come sono andate le cose fra me e Sarah, quando mi ha contattato per prendere parte a questo progetto.

Sarah mi scrive dicendo che vuole partecipare alla rubrica e passandomi il link di un suo romanzo chick-lit.

Questo: “Dal vangelo secondo Paolo Fox

Ahia, penso. Ma appena leggo il titolo resto colpita, mi piace perché esprime leggerezza e – almeno per come l’ho interpretato io – un pizzico di ironia, e poi parla di Paolo Fox, quel tipo che ci azzecca sempre con l’oroscopo.

Ve lo dico con tutta sincerità: volevo già acquistarlo.

Ma lei mi sta chiedendo un consiglio e ciò significa che questo libro non vende bene. Allora controllo la trama. È un chick-lit, mi aspetto che la quarta di copertina mi dia un assaggio di quello che troverò all’interno del romanzo, non solo in fatto di storia, ma anche di stile. E il chick-lit è un genere difficile da scrivere.

Eccola qua la quarta di copertina:

“Cosa può succedere se Paolo Fox predice un anno travolgente per il tuo segno zodiacale?
Di tutto.
Ed è proprio ciò che accade a Beatrice che, con i suoi trentatré anni, ha una vita monotona che le calza a pennello: un lavoro sottopagato, una situazione sentimentale non pervenuta e una famiglia ingombrante che sembra avere da ridire su ogni sua scelta. Tra feste, incontri inaspettati e nuove conoscenze, sarà pronta ad assistere al completo stravolgimento della sua esistenza?
D’altronde, se lo dice Paolo Fox…”

Le aspettative sono state soddisfatte. La cover fa pensare a un chick-lit, la quarta lo conferma. Il romanzo ha anche qualche recensione positiva. Quindi perché non vende? Do una sbirciata all’estratto, ma è scritto bene, niente strafalcioni o scrittura sciatta.
Controllo le categorie: humor e romanzi rosa. Anche qui ha fatto capire subito al lettore che sì, si trova davanti a un romanzo rosa, ma che fa ridere.

E allora? Dov’è il problema?

La risposta è semplice: il chick-lit ha un pubblico non proprio ampio e molto esigente, ormai lo abbiamo capito. Il chick-lit bisogna saperlo scrivere e i lettori sono scettici. Quindi nicchia ristretta e lettori severi nel giudizio. Il libro non vende per motivi che vanno oltre la cover o la quarta di copertina. Qui si parla di pianificare una strategia di marketing atta a convincere gli appassionati di chick-lit che questo libro merita. Che bisogna dargli una possibilità. Che è bello e bisogna leggerlo.
Quindi, riguardo all’analisi che abbiamo svolto finora, “Dal vangelo secondo Paolo Fox” supera l’esame. Complimenti all’autrice.

Ho proposto quindi di analizzare un altro suo libro, ed è quello che farò qui di seguito. Ma ho voluto parlarvi anche dei questo perché mi sembrava bello dare un esempio di cover e quarta riuscite.

Diverso il discorso per “L’identità perfetta”.

“L’identità perfetta”: dati

Questa la cover:

Questa la quarta di copertina:

“Dario ha quasi sette anni quando si trasferisce in città con sua madre. Ha una passione sconfinata per la matematica ed è un bambino all’apparenza un po’ strambo, ma non per Laura, che decide di trascinarlo per un braccio nel mondo e mostrargli come ci si sente a essere tanto diversi da lui. Crescono insieme, scontrandosi con la realtà della vita, senza mai riuscire a comprendere l’altro, ma soprattutto se stessi. Perché, se è facile imparare a contare, la vera difficoltà è arrivare a capire cos’è che conta davvero.
In fondo, le incognite dell’esistenza e quelle matematiche non sono poi così diverse: siamo tutti in qualche modo alla ricerca dell’identità perfetta.”

Queste le categorie in cui è inserito:

Romanzi rosa, letteratura e narrativa

Questo il link:

Perché questo romanzo non vende? Analizziamolo

La cover

La cover mi indica che siamo molto probabilmente davanti a un mainstream, forse sentimentale, ma non scommetterei su un romance. Purtroppo “l’identità perfetta” del libro si perde nel titolo e nel nome dell’autrice che quasi non si leggono, insomma nel lettering.

Mi spiego meglio. La scelta dell’immagine è azzeccata, poiché dal titolo sappiamo che nel romanzo qualcuno cercherà la propria identità e questo di solito è accompagnato da uno stato di confusione in cui i personaggi cercheranno se stessi. Data la “confusione” dell’immagine (ragazza con i capelli al vento), abbiamo bisogno di un lettering che però sia ben visibile, sia chiaro. Anche la scelta del chiaro su chiaro (chiare le lettere, chiaro il maglione della ragazza) non aiuta.

È fin troppo facile passare oltre, perché l’attenzione di un potenziale lettore non viene catturata all’istante.

La quarta di copertina

Leggendo la quarta, l’idea che mi faccio di questo romanzo è che si tratti sul serio di un mainstream: due ragazzi crescono insieme e cercano di comprendersi l’un l’altra. Forse ci sarà del sentimentale, ma non è detto.

Trovo comunque che possa essere migliorata. Per esempio, leggendo la prima frase non si capisce subito che Laura è una bambina come Dario: “decide di trascinarlo per un braccio nel mondo e mostrargli come ci si sente a essere tanto diversi da lui.” Questo non mi sembra un pensiero credibile da parte di una bambina. Proseguendo la lettura della quarta diventa chiaro che i due sono piccoli e crescono insieme, ma ormai mi ha spiazzata l’inizio e la mia attenzione è sfumata.

Consigli per l’autrice

I consigli che vorrei dare all’autrice sono due:

  1. sistemare il lettering della copertina;
  2. sistemare la quarta, renderla più chiara all’inizio;
  3. eventualmente rivedere la categoria “romanzo rosa”, che non mi sembra molto azzeccata in questo caso.

La vostra opinione è richiesta

Siate sinceri ma mai offensivi. Usate toni garbati.

Cosa ne pensate di quanto detto in questa analisi? Avete qualcosa da aggiungere?

Comprereste questo libro? Perché sì? Perché no?

Dite la vostra, anche per questa settimana io ho detto la mia e spero di essere stata utile a Sarah.

Mercoledì, fra due settimane, uscirà l’articolo conclusivo di questa rubrica, in cui tireremo un po’ le somme, riassumendo le difficoltà principali riscontrate durante questo periodo di analisi.

 

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